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๑۩۞۩๑ ╬ Mã®¢Õ ╬ ๑۩۞۩๑-----===•<<bisogna volere l'impossibile perchè l'impossibile accada>>•===-----
7/7/2008 Premi: Arte Y Pico & Elmo d'OroCon grande soddisfazione e onore, accolgo i due premi che mi sono stati assegnati da due care amiche. Per il primo (in ordine di tempo..)
ringrazio la dolcissima Kausika (http://kausika0.spaces.live.com/) che mi ha assegnato il premio:
Arte Y Pico Regolamento per chi riceve questo premio:
1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
2) Ogni premio assegnato, deve aver il nome dell'autore e il collegamento al suo blog,così che tutti lo possano visitare 3) Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato; 4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO. Io premio:
1) Mary: http://sweet-mary87.spaces.live.com/
2) Doretta: http://doretta82napoletana.spaces.live.com/
3) Miele: http://dolcemi-ele.spaces.live.com/
E poi ringrazio tantissimo la mia carissima amica (grande tifosa Viola) Elena (http://everlastingdreaming.spaces.live.com/)
per avermi assegnato questo premio:
ELMO D'ORO
Questo premio viene conferito a siti e blog che si evidenziano per creatività grafica, scelta di contenuti e utilità per il mondo dei blogger.
Regolamento per chi riceve questo premio:
1) Esporre il link del blog dove è nata l'iniziativa (http://giuseppep75.spaces.live.com/)
2) Inserire il premio nel proprio blog inserendo il link di chi vi ha premiato
3) Scegliere 5 blog meritevoli di tale premio e mostrare i loro link
4) Avvisare chi ha ricevuto il premio
I blog che ho deciso di premiare sono:
1) Doretta: http://doretta82napoletana.spaces.live.com/
2) Luna: http://gracy2783.spaces.live.com/
4) La Mizz Ramy: http://chester-lady91.spaces.live.com/
5) Bimba IaIa: http://piccolabimbadolce.spaces.live.com/ 6/28/2008 Sognare in grande: il potere di una scelta!![]() Abbiamo la conoscenza e le capacità per raggiungere i nostri obiettivi eppure ci areniamo miseramente. Perché?! Di volta in volta la causa è attribuita all’incostanza, alla mancanza di determinazione, alla scarsa convinzione nel nostro potenziale.
Si sa solo che un giorno ci si sveglia e ci si rende conto che l’ennesimo obiettivo per il quale ci si era armati e preparati si è perso nel nulla. E ogni volta che abbandoniamo un obiettivo, insegniamo un po’ di più al nostro subcosciente che nn fa nulla se nn raggiungiamo ciò che ci eravamo prefissati, col risultato che esso lascerà con sempre più facilità il campo all’inerzia.
Mi sono nel tempo convinto che la causa spesso risiede nella reale “appetibilità” dell’obiettivo: se esso nn genera entusiasmo, se nn fa “sognare”, se nn fa venire “l’acquolina in bocca” al solo pensarci… allora nn avrà sufficiente forza per spazzare via la nostra inerzia, e il nostro viaggio si arenerà nei fondali della pigrizia e al vento contrario degli alibi.
Ci vuole la carica dell’entusiasmo, l’energia del desiderio. Per questo si dice che bisogna “sognare in grande”: il vento di un piccolo sogno nn ha la forza di gonfiare le vele della nostra nave.
E’ giusto poi spezzare il percorso in tratte più brevi, in sotto-obiettivi più facilmente raggiungibili e misurabili, per avere percezione che il nostro veleggiare sta dando i frutti sperati. Perché il successo genera successo e “sentire” che stiamo riuscendo ci da nuova e più forte linfa. Ma la meta finale deve essere grande.
Abbiamo (quindi) parlato dell'importanza di scegliere un buon obiettivo.. di come esso debba essere raggiungibile, nn deve creare danni a se' stessi o ad altri (persone care soprattutto), come debba essere "importante", stimolante. Abbiamo detto che poi occorre determinazione per raggiungerlo, o almeno per provare seriamente a farlo. Ma... manca ancora l'anello di congiunzione, quello che, se la scelta dell'obiettivo è la meta e la determinazione è la benzina, potrebbe definirsi come “la chiave del motorino d'avviamento”. Perchè quello è spesso il momento in cui ci perdiamo. La differenza tra i classici "buoni propositi" e il successo (o almeno l'avventura per raggiungerlo), sta proprio qua: partire per davvero!! Bisogna prendere l'abitudine a perseguire l'obiettivo scelto, a tenere fede alla decisione presa. Possiamo pensarci quanto vogliamo, sceglierlo con cura, ma quando alla fine prendiamo la nostra decisione, abbiamo preso un impegno con noi stessi e la vita. E' di fondamentale importanza nn sgarrare, altrimenti cadremo in un circolo vizioso senza fine fatto di "buoni propositi"... e sappiamo tutti come essi vanno a finire, nn è vero!?
Immaginiamoci la nostra vita come un buon governo, con le camere che si ritirano per compiere la loro scelta, con una legge nella quale quella decisione viene trasformata, con un controllo perfino severo perchè quella legge venga seguita. Poi un giorno, se proprio si rivelerà un errore, il nostro parlamento potrà tornare a riunirsi e decidere di porvi fine, ma fino ad allora ogni reticenza per pigrizia o timore, nn dovrà più esistere. Vi sembra troppo rigido!? Messa così, forse… ma seppure senza bisogno di uno "schema figurato" di questo tipo, è così che si muove chi "vince": esso sa che nel momento in cui prende una decisione, deve muoversi in modo che quella decisione venga davvero perseguita. Anzi, nn ha nemmeno bisogno di pensarci: lo fa e basta. Ma chi nn è abituato, ha spesso bisogno di "regole figurate" per riuscire a partire.
Poche cose hanno più potere sulla nostra mente, sulle nostre convinzioni, sulla fiducia che nutriamo sui nostri mezzi, sulla nostra autostima, che il notare che diamo seguito alle nostre decisioni. E' un processo che si auto-rafforza, dandoci ancora più spinta a prendere altre decisioni che saranno frenate da inerzie e timori sempre meno forti, sempre più facili da superare.
Il successo, di qualunque campo si stia parlando, è fatto di abitudine a seguire le decisioni prese. E allora... perchè nn creare un vero e proprio "quaderno delle decisioni"!? Un quaderno dove ciò che viene scritto verrà inderogabilmente seguito…. Inderogabilmente (ripeto)! Ma, dobbiamo essere coscienti che se decideremo di usarlo, sarà un'autentica sfida a noi stessi: dovremo pensarci bene prima di scrivere su di esso una intenzione, perchè poi... indietro nn si potrà e nn si dovrà più tornare! Chi vuol provare!? :)
Vi do un piccolo consiglio…: iniziate con qualcosa di semplice, di facilmente raggiungibile, e poi, via via, crescete in "importanza della decisione". Questo perchè "il successo genera il successo": è un modo per accrescere la fiducia nella vostra capacità di tenere fede alle decisioni prese, preparandovi alle sfide più importanti.
Rendetevi forti nella vostra autostima, prima di affrontare le onde più alte… e vedrete che riuscirete a raggiungere sani e salvi i lidi più impensabili...Cristoforo Colombo insegna! ;)
Buon fine e buon inizio settimana a tutti…
^SpiderViolet^
![]() P.s. Nn c'entra niente cn il tema, ma voglio mettere in questo intervento uno stralcio di un film che ogni volta che lo vedo riesce a farmi piangere... chissà, forse perchè in questa scena rivedo quello che tra 20 anni potrebbe capitare a me cn una persona....
Già, la fugacità del tempo...le occasioni sprecate...sembra dire..."ogni lasciata è persa".... chissà, forse sarebbe bastata una sola lettera e qst finale sarebbe stato diverso....:,( Un bacio a tutti coloro che come me hanno qst animo un po' nostalgico e un po' romantico... :) 6/23/2008 ..fly down!!!! Errare è umano.. L'errore di un uomo
non diventa la sua legge, né lo obbliga a persistere in esso. (Thomas Hobbes)
Quant'è vero questo aforisma! Tutti sbagliamo.... è davvero umano. Farcene una colpa oltremisura ci sottopone ad un'inutile tortura psichica. Ma all'accorgersi di un errore si reagisce in maniera diversa: c'è chi ne prende atto, impara da esso e poi lo lascia andare, e chi percepisce quell'errore come una condanna definitiva, come se sentisse di doverne pagare il compimento a vita, o cmq per un tempo troppo lungo. Come se, visto che l'errore è ormai stato commesso, sia ineluttabile, anzi quasi legittimo, "rimanere in esso"... esserne ormai "marchiati".
No! Nn è così. Chi sbaglia e riconosce l'errore, deve (potendo) porvi rimedio, e se ciò nn è possibile, deve cmq uscirne... "lasciandolo andare". Nn farlo significa condannare la propria vita, o porzione di essa, ad una prigione dalla quale, indipendentemente da come ci siamo entrati (con o senza colpa) ci rifiutiamo noi in primis di uscire. Sbagliare e ricominciare è difficile: molti nn accettano il dover ripartire...il dover tornare sui propri passi per rivedere dove si è cascati...e vivono di luce riflessa. Crogiolandosi malsanamente in situazioni anche ambigue...pur di nn far i conti con un errore e doverne imparare dalle conseguenze. E' una fragilità questa che in tanti nn cercano di colmare, talvolta facendo soffrire anche altre persone.
Personalmente nn c'è giorno che nn commetta errori.. C’è stato un tempo in cui per ogni errore commesso mi sentivo “macchiato”, come se ogni mio sbaglio corrispondesse ad un chiodo che mi veniva conficcato addosso.
La consapevolezza che ho oggi è che se uno “sbaglia” nn può restar marchiato dall’errore commesso per tutta la vita. Anche perché (usando l’esempio dei chiodi), se dovessi essere inchiodato ad ognuno degli errori commessi... beh, penso che i chiodi sarebbero finiti già da un bel pezzo.
Sbagliare, a volte, è utile per cambiare, nn una..ma molte, molte cose!! Ci sono, infatti, errori che nn compiamo con consapevolezza, ma solo perché gli eventi ci portano a farli. E sono questi errori quelli che ti modificano la vita... che ti fanno cambiare “rotta”. E' vero che alcune volte anche un errore inconsapevole può segnare la vita, ma come farne una colpa a chi sbaglia senza che costui sappia di commetterlo!? Può sembrare una consolazione da poco, ma nn è così. C'è una colpevolezza grave nell'essere spettatori consapevoli della propria vita che viene, in un certo senso, gettata via. Esigere da sé stessi la perfezione nn può che portare, prima o poi, a frustrazione. Nn si tratta quindi di "nn sbagliare", bensì di saper accettare la nostra (ma anche l'altrui) fallibilità, sapendo perdonare, correggendo quando possibile, e "andando oltre" (passando magari sopra a quell'errore) quando nn lo è.
Anche perchè ci sono casi in cui "volere nn è potere"... e questo è proprio uno di quelli!!
Buon inizio settimana a tutti...
^SpiderViolet^
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